Brexit: how will it affect travel to the UK and Europe?

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After Brexit, from 2021 visiting the UK for EU citizens will never be the same again.

Since 1992, after the Treaty of Maastricht and the establishment of the freedom of movement within the European Union, travelling across Europe have become much easier for EU citizens. Visas and passports have not been necessary anymore ever since and national IDs have been sufficient to travel.

Moreover, since early 2000s, with the rise of low-cost airlines like Ryanair and Easyjet, city breaks to major European cities have been made much cheaper and more affordable. In particular, London have been for years one of the most popular destinations in Europe, with even more than one flight per day from many European cities. Tourists have been visiting London even in one day, getting in town in the morning and flying back in the evening (as a supporter of slow travel, you can imagine I have never gone on similar trips…). To get an idea, let’s see the trend of international visitors to London from 2002 to 2019. Since 2016 London has had more than 20 million visitors every year and about 50% of them have been from the EU (data from London Data Store).

Number of international visitors to London from 2002 to 2019 in thousands (data from London Data Store)

But, as it becomes effective from January 1st 2021, how Brexit will affect travel to UK and Europe? Let’s find out what is going to change for EU citizens and Britons!

How will Brexit affect travel to UK for EU citizens

At the website https://www.gov.uk/check-uk-visa, you can check if you need a visa to visit the UK. Briefly, let’see what EU citizens travelling to the UK after Brexit need to know.

What EU citizens travelling to the UK need to know

  • you will need a valid passport, which must be valid for the whole time you are in the UK (EU national ID cards will be accepted to enter the UK until September 30th 2021);
  • you can stay in the UK as a tourist or a student for up to 6 months without a visa;
  • you can do a recreational course of up to 30 days, for example a dance course;
  • at the UK border you may need to prove that:
    • you are visiting for tourism or you have been accepted on to a course by an accredited institution;
    • you can support yourself during your trip;
    • you have arranged accomodation for your stay;
    • you can pay for your return or onward journey.
  • however, you will be allowed by no means to (you will need a specific visa):
    • stay in the UK for more than 6 months;
    • do paid or unpaid work;
    • marry or register a civil partnership.

Working in the UK after Brexit

In order to work in the UK, EU citizens will need one of the following visas:

  • Skilled Worker visa;
  • Health and Care Worker visa;
  • Charity Worker visa.

In any case, you will need a sponsorship from a UK employer before you apply for the visa.

Healthcare for EU citizens in the UK after Brexit

According to healthcare, it is highly recommended that you have a travel insurance covering your healthcare, when you are visiting the UK.

Mobile roaming after Brexit

Finally, consider that after Brexit free mobile phone roaming is no longer guaranteed for EU citizens travelling to the UK. So, I definitely suggest that you check it out with your phone operator before leaving, in order to avoid unexpected extra charges. So, it could be convenient to get a local SIM upon your arrival in the UK.

How will Brexit affect travel to Europe for UK citizens

From January 1st 2021 things will change also for UK citizens travelling to EU countries. Let’s see them.

Will I need a visa to travel to the EU after Brexit?

  • Britons travelling to the EU will need a valid passport that has at least 6 months left and is less than 10 years old;
  • Britons won’t necessarily need a visa to travel to the EU;
  • As a Briton, you can stay as a tourist in most EU countries up to 90 days in a period of 180 days without a visa.

Healthcare in Europe after Brexit

Your European Health Insurance Card (EHIC) or Global Health Insurance Card (GHIC) will be valid if you are travelling to an EU country. However, a travel insurance covering your healthcare will be highly recommended.

Can I work in Europe after Brexit?

Britons who want to work in Europe after Brexit will need a work permit: in most cases you will need a job offer first, in order to apply for a visa.

Mobile roaming after Brexit

Finally, consider that after Brexit free mobile phone roaming is no longer guaranteed for Britons travelling to the EU. So, I definitely suggest that you check it out with your phone operator before leaving, in order to avoid unexpected extra charges. So, it could be convenient to get a local SIM upon your arrival at your destination.

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Brexit: cosa cambia per viaggiare in Inghilterra?

Dopo la Brexit, dal 2021 viaggiare nel Regno Unito per i cittadini dell’Unione Europea (e quindi anche per gli italiani) non sarà più la stessa cosa.

Dal 1992, dopo il Trattato di Maastricht e l’entrata in vigore della libera circolazione all’interno dell’Unione Europea, viaggiare in Europa è diventato molto più semplice per i cittadini della Unione Europea. Visti e passaporti non sono stati più necessari da allora e la semplice Carta d’Identità è stata sufficiente per viaggiare.

Inoltre, dai primi anni 2000, con l’avvento di compagnie aeree low-cost come Ryanair e Easyjet, i city breaks verso le principali città europee sono diventati molto più economici e a buon mercato. In particolare, Londra è da anni una delle destinazioni più popolari in Europa, con addirittura più di un volo al giorno verso molte città europee. Addirittura, si è anche sviluppata negli anni una forma di turismo in giornata a Londra, arrivando in città la mattina e tornando a casa con un volo la sera (come sostenitore dello slow travel, puoi immaginare come non abbia mai intrapreso viaggi del genere…). Per rendere meglio l’idea, vediamo come si sia evoluto l’andamento di visitatori internazionali a Londra dal 2002 al 2019. Dal 2016 Londra ha avuto più di 20 milioni di visitatori ogni anno e circa il 50% di essi proveniva dalla Unione Europea (dati da London Data Store).

Numero di visitatori internazionali a Londra espressi in migliaia dal 2002 al 2019 (dati da London Data Store)

Ma, diventando effettiva dal 1 gennaio 2021, quali conseguenze avrà la Brexit in merito ai viaggi in Inghilterra (e nel Regno Unito in generale) per gli italiani e i cittadini della Unione Europea? Scopriamo insieme cosa cambierà per gli italiani e i cittadini della UE!

Brexit: conseguenze per viaggiare in Inghilterra

Al sito https://www.gov.uk/check-uk-visa, è possibile verificare se hai bisogno di un visto per viaggiare verso il Regno Unito. Vediamo in sintesi cosa hanno bisogno di sapere gli italiani e i cittadini UE che intendono visitare Londra e il Regno Unito dal 2021.

Cosa cambia per gli italiani per viaggiare in Inghilterra dopo la Brexit

  • documenti: è necessario un passaporto valido per l’intero periodo di permanenza nel Regno Unito (la Carta d’Identità sarà accettata fino al 30 settembre 2021, ma comporta comunque maggiori disagi alla frontiera);
  • è possibile soggiornare nel Regno Unito come turista o studente per un massimo di 6 mesi senza richiedere un visto;
  • è possibile partecipare a corsi ricreativi fino ad un massimo di 30 giorni, come ad esempio un corso di ballo;
  • all’arrivo nel Regno Unito potrà essere necessario provare che:
    • stai entrando nel Regno Unito per turismo o che sei iscritto ad un corso di un ente accreditato;
    • sei in grado di sostenerti finanziariamente durante il tuo viaggio;
    • hai prenotato un alloggio per il tuo soggiorno;
    • sei in grado di pagare il tuo viaggio di ritorno o verso un’altra destinazione.
  • in ogni caso, non è assolutamente permesso (è necessario un visto specifico):
    • soggiornare nel Regno Unito per più di 6 mesi;
    • svolgere alcun tipo di lavoro, sia retribuito, sia non retribuito;
    • sposarsi o registrare una unione civile.

Lavorare in Inghilterra dopo la Brexit

Se desideri lavorare in Inghilterra, dopo la Brexit è ora necessario ottenere uno dei seguenti visti:

  • Skilled Worker visa;
  • Health and Care Worker visa;
  • Charity Worker visa.

In ogni caso, è necessario ottenere una sponsorizzazione da un datore di lavoro del Regno Unito prima di richiedere il visto.

Assistenza sanitaria in Inghilterra dopo la Brexit

Inoltre, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, è fortemente raccomandato procurarsi una assicurazione di viaggio che copra le spese sanitarie quando si viaggia verso il Regno Unito.

Roaming in Inghilterra dopo la Brexit

Infine, considera che dopo la Brexit il traffico roaming gratuito non sarà più garantito per i cittadini dell’Unione Europea che viaggiano nel Regno Unito. Di conseguenza, consiglio di informarsi con il proprio operatore telefonico prima di mettersi in viaggio, per evitare addebiti inaspettati. Potrebbe quindi essere conveniente procurarsi una SIM locale una volta arrivati nel Regno Unito.

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento qui sotto e seguimi sui social networks per rimanere sempre aggiornato! Se stai pianificando un viaggio verso il Regno Unito, ti consiglio infine di leggere il mio articolo riguardo l’itinerario per un viaggio on the road in Cornovaglia!

2 thoughts on “Brexit: how will it affect travel to the UK and Europe?

  1. It’s a disaster – so many tales of musicians and theatre companies finding it nearly impossible to navigate the bureaucracy of visas for a tour. I’m not sure that we can use EHRIC at all now, so good travel insurance is a must (when we are allowed to travel again).

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